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Salve a tutti.
Cercherò di presentarmi il più velocemente possibile. Il mio nome è Francesco e sono nato molto tempo fa in una città dell’Umbria chiamata Assisi. Il mio sogno era quello di diventare cavaliere, come uno di quelli della tavola rotonda, per intenderci. Ero un ragazzo molto egocentrico e deciso, fino a quando, un giorno, fortunatamente, ho incontrato il Signore! In questo modo sono riuscito a realizzare il mio sogno di diventare cavaliere, ma in un modo un po’ speciale: al servizio più completo di Dio e degli altri! Durante tutti questi anni ho continuato a girare per le strade di Assisi, d’Italia e del Mondo, cercando di poter essere d’esempio e di aiuto per tutti coloro che scelgono di seguire la parola del mio Signore e che camminano sulla strada della fede. Durante questi ultimi otto secoli il mondo è sicuramente cambiato, sono successe talmente tante cose che voi non vi immaginate neanche! Allora oggi è più difficile ed impegnativo porre al centro del proprio cuore il nostro Dio, così io provo ad offrire il mio aiuto…
Proprio durante il ponte del primo maggio di quest’ ultimo anno, stavo passeggiando per le vie della mia città. Il cielo era di un azzurro intensissimo ed il sole era tanto luminoso, che le case tutte rosa e bianche, sembravano gli edifici più belli del mondo. Il calore, trasportato da una leggera e delicata brezza, accarezzava la pelle del viso ed una fiumana di pellegrini vociava in città, attraversando viottoli e stradine, visitando chiese e musei ed assaporando nuove ricette.
Come dicevo prima, stavo passando pensieroso al di sotto di un piccolo porticato, quando ho visto un gruppo di ragazzi e ragazze, accompagnati da una suora, che si stavano incamminando verso la mia Basilica. Le loro facce erano sorridenti, i loro occhi racchiudevano grandi sogni, proprio quelli tipici dei giovani, avete presente? Tutte quelle speranze che pervadono il cuore di quando si è ragazzi…
Comunque, ero troppo curioso! Così ho iniziato a seguirli per la durata del loro intero pellegrinaggio.
Non ci crederete mai, ma durante questi tre giorni questi ragazzi stavano cercando proprio me! Sono passati ovunque; dalla Basilica a Santa Maria degli Angeli, Santa Chiara, San Damiano, sono arrivati fino all’eremo delle carceri! Hanno partecipato agli incontri con le suore, hanno cantato, pregato insieme, insomma, mi hanno cercato dappertutto. Sono contento proprio perché, mentre facevano tutto ciò, sperimentavano la gioia dello stare insieme divertendosi; inoltre è sempre bello che qualcuno mi scelga come testimone vivo del mio grande Padre all’interno della mia splendida cittadina. Sono ancora più contento anche perché, alla fine del loro cammino, questi ragazzi sono riusciti a trovarmi! In realtà non proprio dove credevano loro; hanno scoperto che io mi nascondo semplicemente nei loro cuori e, quando mi hanno trovato, il mio Amore, che è quello di Dio, è esploso ed ora divampa, non ha più paura di rimanere rinchiuso. Sono sicuro che loro se lo terranno stretto, lo porteranno come dono prezioso ovunque andranno ed avranno la coscienza di doverlo far crescere e fruttare. Il Signore li accompagnerà sempre. Io, purtroppo, li devo lasciar partire verso la loro città, che, da quel che ho capito, si chiama “Lecco”. Però li controllerò, vigile ed attento, da qui, dalla mia città, dal mio tenero girovagare eterno, felicemente invidioso della loro fortunata e fenomenale esperienza.
Assisi progetto giovani – Casa Frate Jacopa
Suore Francescane Alcantarine
www.alcantarine.org 





















Dopo il grande successo di "Anastasia", La Compagnia del Domani torna alla ribalta, dopo più di un anno di lavoro, con un nuovo musical: "Aladdin". Liberamente ispirato alla fiaba de "Le mille e una notte" e alle canzoni del lungometraggio d’animazione della Walt Disney, questo nuovo musical sarà ancora più coinvolgente per tanti nuovi ingredienti. Lo spettatore non si troverà più semplicemente a seguire uno spettacolo su di un palcoscenico, ma sarà egli stesso al centro della scena. La "quarta parete" è letteralmente abbattuta e lo spazio scenico invade l’intera sala della rappresentazione.
La storia di Aladdin è quella di un giovane spiantato, vagabondo e ladro, non per vocazione ma per necessità. Il suo sogno è uno: che le cose un giorno possano cambiare, in meglio, per lui e sua madre, unico affetto della sua vita. E così avviene, quasi inavvertitamente: il giorno successivo conosce una ragazza, se ne innamora, ma scopre che è la principessa di Agrabah, la splendida Jasmine, irraggiungibile per lui. Catturato dalle guardie del sultano, Aladdin è poi condotto in prigione e liberato dal perfido Jafar, Gran Visir del sultano, che vuole usare il giovane per poter recuperare una misteriosa lampada in una Caverna da lungo tempo dimenticata dal mondo. Sarà proprio questo piccolo oggetto a cambiare una volta per tutte la vita di questo giovane: una volta recuperata la lampada, egli scopre che al suo interno vive un Genio onnipotente, in grado di realizzare tre desideri. E così Aladdin si trasforma nel principe Alì, che approda ad Agrabah per conquistare il cuore della sua beneamata Jasmine. Ma non tutto è così semplice: il losco Jafar è sempre nell’ombra e tenterà con ogni mezzo di smascherare il "piccolo straccione" e conquistare finalmente il suo tesoro: il potere supremo. Vivranno felici e contenti? Risposta difficile a darsi…tutto ciò che sappiamo è che "tutto ebbe inizio in una notte nera, con un uomo in nero che attende, con in mente un oscuro proposito…"
Per tutte le informazioni visita www.aladdin-musical.tk
Dicono che a 18 anni l’importante sia divertirsi, dicono che per poterlo fare ci voglio forti emozioni eppure noi abbiamo provato le stesse sensazioni in quattro settimane di oratorio.
E potete dire che c’è di meglio da fare, che il sole alle 3 del pomeriggio picchia, che disinfettare ginocchia sanguinanti a volte fa un po’impressione, che coinvolgere i bambini a giocare non é sempre facile, che seguire certe regole non è semplice, che essere sempre d’accordo con tutti é quasi un’utopia, dite tutto quello che volete. ma non dite che non ti fa tornare a casa felice il sorriso di un bambino, non dite che non è una soddisfazione far fare pace a due piccolini che hanno litigato per una sciocchezza, ma che per loro è davvero importante, non dite che i gavettoni non sono un sollievo visti i 50 gradi al sole, non dite che le risate di certi giorni hanno un prezzo, non dite che un abbraccio e una parola regalata a qualcuno non sono niente.
NON DITE CHE NON NE È VALSA LA PENA!!
grazie a tutti, davvero!
Francesca, Mari&Mari (alcune animatrici dell’oratorio feriale)
Il 2 giugno è arrivato prima ancora di rendercene conto e con esso anche l’ora di lasciare Padova per ritornare a Lecco.
Cosa abbiamo "ottenuto" da questi tre giorni?
Beh, piedi stanchi dovuti alle visite della città sotto il sole cocente, ma soprattutto tanti bei momenti e spunti su cui riflettere. Meditando su alcuni brani di Vangelo, abbiamo infatti potuto vedere come Dio c’è sempre in noi, viviamo tra le sue mani comunque, qualsiasi sia la nostra scelta di vita. Lui è sempre pronto a tenerci, a seguirci come un’ombra (segno che ciascuno ha ricevuto di quest’esperienza).
Pernso proprio che sia stata una bella esperienza per tutti e che sia stata vissuta bene, di sicuro da rifare!
Di tutto ciò noi le siamo riconoscenti
E ringraziamo con lei il Signore per averla chiamata
Al suo servizio nel fedele ministero sacerdotale,
Che ora continua, in modo nascosto ma non meno prezioso,
nel santuario mariano della nostra città,
luogo di preghiera e di riconciliazione.
Semmai le capitasse di sentirsi qualche volta
un po’ solo e scoraggiato,
rammenti questi nostri "grazie":
vengono dal cuore e sono sinceri.
Ottienimi un cuore semplice, che non si
ripieghi ad assaporare le proprie tristezze;
un cuore magnanimo nel donarsi, facile
alla compassione, un cuore fedele e
generoso, che non dimentichi alcun bene
e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile, che ami
senza esigere di essere riamato, contento
di scomparire in altri cuori, sacrificandosi
davanti al tuo Divin Figlio: un cuore
grande e indomabile, così che nessuna
ingratitudine lo possa chiudere e nessuna
indifferenza lo possa stancare; un cuore
tormentato dalla gloria di Cristo, ferito
dal suo amore, con una piaga che non si
rimargini se non in Cielo.